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La maieutica delle scritture (terapeutica, riparativa, creativa)

È da diversi anni che sono counselor e che insegno scrittura e propongo la Scrittura Riparativa®, e ormai so che a lavorare con la scrittura terapeutica e a insegnare scrittura incarno i ruoli al tempo stesso del maieuta e dello psicoterapeuta. Solo che non sono io a curare chi scrive con me. È la scrittura a curarli e, spesso, a guarirli dalle loro emozioni vissute malamente e dai loro dolori. È la scrittura che li accompagna a riprendere in mano le loro vite.

Scrivere, sia che scrivi di te o che scrivi una storia inventata, è sempre un iniziare di nuovo. Iniziare un pensiero, un’immagine, una pagina, un racconto, una storia nuova e una nuova vita. Ma come si inizia a scrivere? Si inizia da qualcosa di semplice e complesso allo stesso tempo, si inizia con l’insegnare – e imparare – a stare nel tempo presente, a sostare nel qui e ora. Con l’imparare a ricordare. Con l’imparare a guardare

Senza sguardo e senza ricordo non si inventa niente, non si scrive niente. Per scrivere ci vogliono sguardo e ricordo, ci vogliono storie, proprie e altrui. E ci vuole anima per raccontarle. 

Alcuni corsi di scrittura creativa regalano abiti letterari senza taglia, che non stanno bene a nessuno, neanche al manichino che li indossa. Soprattutto quei corsi che promettono di insegnare una tecnica e tutto ciò che è necessario in pochi giorni. Ammesso che funzionino, è risaputo che la tecnica non basta. 

Manca l’anima. Chi ti insegna ad ascoltare l’anima? E il tempo? Chi ti insegna a raccogliere e ascoltare e usare il tempo? Quello necessario per scrivere, che è un tempo particolare. Un tempo diverso per ogni persona che scrive. 

Per scrivere abbiamo bisogno di tempo, e di anima. E abbiamo bisogno che l’anima prenda il sopravvento. Abbiamo bisogno che l’anima ci mostri la strada, ci conduca alle parole, quelle necessarie. Essere privi di anima significa essere incapaci di vedere con chiarezza quello che stiamo facendo, essere incapaci di leggere con nitidezza il nostro percorso, non avere consapevolezza di chi siamo e cosa vogliamo e come è meglio procedere. Spero che tu sappia lasciare che la tua anima prenda il sopravvento, e che sappia trovare e inventare e ascoltare il tuo tempo.

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